Opinioni e sentenze.
Non è la prima volta che mi trovo a discutere di reati d'opinione. Ognuno di noi crede legittimamente in quel che vuole e quando una maggioranza, illuminata quanto si vuole, decide per tutti ponendo un limite a ciò che è socialmente accettabile, beh, un piccolo spasmo attraversa la mia spina dorsale.
In ogni modo, l'Unione europea ha deciso di legiferare in tema di incitamento al razzismo e all'odio per etnie, religioni e quant'altro. Sia chiaro, quella che ha legiferato è la mia maggioranza. La maggioranza di coloro i quali provano orrore per il pregiudizio collettivo, credono che ogni individuo meriti di essere giudicato per le proprie azioni, che sotto il cielo - fatto salvo il principio della consapevolezza di sé e della non invadenza dell'altro - ci sia spazio per ogni cosa. Mi chiedo però cosa si classifichi come incitamento all'odio verso un gruppo etnico. Se scrivessi che gli scozzesi son tirchi o raccontassi una barzelletta con un romano, un milanese ed un genovese sarei razzista? Se improvvisamente non potessi più scrivere che "gli europei blabla" o "gli americani su e giù", non si starebbe facendo una censura preventiva delle mie riflessioni?
Chi pone e dove l'asticella entro la quale è socialmente accettato esprimersi?
E quei magistrati della Cassazione che, considerata la tradizione dell'accattonaggio nei rom, hanno fatto giurisprudenza da antropologi e non da persone di Legge, consentendo ad una donna di portare ad elemosinare il figlio di quattro anni, quei magistrati lì, sono razzisti o meritano solamente la pensione?

Capitale finanziaria.
Starete seguendo i sanguinosi avvenimenti di Mumbai da ieri sera. Alle sette e diciotto, ora italiana, pare che esercito e polizia sian pronti a fare irruzione negli hotel. Preghiamo perché ci siano meno vittime possibili.
Tivù e giornali ci informano che Mumbai altro non sarebbe che Bombay, ribattezzata da fanatici indù, e che la metropoli sarebbe la capitale finanziaria del gigante indiano. Ci raccontano anche che i «mujaheddin del Decca» richiedono la scarcerazione di ogni militante islamico detenuto nell'ex colonia britannica e la fine della discriminazione per i musulmani in quel Paese.
Sorvolando su chi voleva portarmici in vacanza, vi porgo una domanda: e se fosse successo a Milano?

Cugini.
Come certamente saprete, i conservatori britannici – dopo le prossime elezioni europee – non siederanno più nel gruppo del Ppe. Era una collocazione forzosa per un partito che non è mai stato europeista né popolare nel senso tradizionale del termine. Ignoro chi altri seguirà i britannici – forse il Fine Gael irlandese? – ma è un segno di chiarificazione del panorama parlamentare brussellese che va verso l'ampliamento delle posizioni e non nella riduzione ad absurdum delle stesse. Non si capisce quindi, se i tories possono permettersi di far come vogliono, perché questo baccano sulla futura collocazione del Pd a Bruxelles-Strasbourg. L'unica spiegazione possibile è la quota di finanziamento che va a coprire i partiti che sono diffusi – o coalizzati, collegati – in almeno un tot delle nazioni europee.
Però, visto come son messi i laburisti britannici, visto che la socialdemocrazia è minoranza in Scandinavia e che in Germania e nel resto dell'Europa continentale non va meglio, che interesse c'è ancora a collocarsi nell'area del Pse? Perché fare di questa scelta il principale argomento di confronto fra le aree del Partito democratico?
Anzi, per come son messi i socialisti francesi, forse converrebbe loro persino eleggere Veltroni segretario.

Mi sto divertendo un mondo.
Come sapete, da qualche mese posto meno. Ho meno tempo a disposizione, visti nuovi e più pressanti impegni professionali; ahimè, ho anche meno tempo per leggere le fonti di quanto ho raccontato di queste pagine. Il segno più evidente della vacanza da queste pagine è forse il timing di crescente imprecisione col quale commento i fatti.
Concedetemi però di tornare a qualche giorno fa. All'incontro fra il nostro PresDelCons e l'omologo turco. Non sono granché interessato agli affari delle scatole cinesi del Biscione in Anatolia, così come - pur essendo certo che quella sia la radice - non m'affascina conoscere gli interessi dell'Amor Nostro in Russia.
Trovo splendido, però, lo smarcarsi da Washington di questa incarnazione governativa. Mentre son certo che un inedito blocco eurasiatico, che vede l'Italia dietro alla sola Francia nella categoria dei piccoli fan, può far piacere ai vecchi missini più 'rossi', è da notare il fastidio leghista nei confronti della rinnovata politica estera italiana - di marca andreottian-socialista - a favore dei Paesi musulmani.
Chissà se si tratta esclusivamente di affari o se stiamo assistendo alla nascita di qualcosa di nuovo. Seppur certi che una telefonata dall'ambasciata in via Veneto sappia riportare all'ordine questi novelli esegeti di Comiso, e alcune interviste di un Presidente Emerito a caso sembrano essere un campanello d'allarme, mi chiedo se a sinistra - meglio: sui banchi della minoranza - non si provi imbarazzo per l'attività governativa. Io mi sto divertendo ad osservare Tremonti e la sua nuova Bretton Woods - aridatece la parità con l'oro! - così come guardare la Farnesina intenta a costruire scenari di unità geopolitica continentale mi regala brividi da drang nach Osten inaspettati.
Che sta succedendo? Cowgirl, Eva, Agente del Mossad, avete opinioni in merito? Ha ragione Anellide e a Silvio è solo partito un embolo?

Sarà.
Io non capisco il tifo da stadio. Non capisco quest'ansia da avvento. Persino accenni da Uomo Nuovo, siamo matti? Va bene essere sotto botta. Va bene che l'attuale Governo sembra – istruzione a parte – aver azzeccato ogni mossa. Va bene anche non rappresentare – perché non riconosciuti, irriconoscibili – quel po' di protesta sociale che gira nel Paese. Si può, evidentemente, pensare che Barack Obama sarà un presidente migliore di quanto non lo sarebbe stato John McCain. Si può – perché lo si fa, non perché io lo ritenga possibile – ritenere che la sua vittoria faccia da motore ai progressisti europei. In politica ogni opinione vale due centesimi, persino la mia. Persino questa: io davvero preferirei non vedere le giovani marmotte progressiste stupirsi quando Obama dimostrerà di essere un presidente degli Usa, come lo è stato Kennedy, come lo è stato Clinton, come lo è stato Bush. Ovvero, pessimi presidenti in tema di politica estera e militare.
Oh, sì, è afroamericano. Era ora. Ora gli Usa sono un paese normale. Come se la Gran Bretagna non lo fosse, come se la Francia fosse popolata da alieni. È giovane. Ormai si è giovani anche a sessant'anni, del resto. Piace alle donne. Vivaddio, anche Jude Law.
