Per chi cerca un'auto quasi nuova.

Da pių di trent'anni.
È ad Oakland che muore un giornalista, Chaucey Bailey, assassinato da una notizia. Assassinato come non succedeva da più di trent'anni negli Usa, per aver investigato sugli interessi e le violenze connesse ad un gruppo di fanatici islamisti che ha gestito in pieno stile mafioso le strade dei ghetti attraverso la «protezione» degli esercizi commerciali ed i rapimenti a scopo di estorsione, in una città di soli quattrocentomila abitanti dove gli omicidi sono stati centocinquanta nell'anno passato, ottanta da gennaio.

Cara, dolce, vecchia Europa.
Chi ha ragione, fra magistratura e comunità ebraica da una parte e consiglio comunale dall'altra? È per questo che amo questo pezzo di terra nel quale sono nato. Tutto è dibattito, da quando siamo liberi.

Non avrei saputo dir meglio.
Rimandando ognuno a Maschile Plurale e alla cronaca nera di questi giorni, nella quale, fra gli altri orribili fatti, erano presenti le tragiche vicende di due bambine di quattro anni. Una violentata dallo zio – che ha dichiarato «Perché, le donne non nascono per questo?» – ed un'altra dal babbo e dal fratello maggiore. C'è una guerra in corso: disinneschiamola.

Delle polemiche sulla Levi-Prodi.

Ai compagni che sfilano domani.
In definitiva, trovo antistorica la vostra posizione: davvero ritenete, ancora una volta in compagnia dei cattolici, che il lavoro nobiliti l'uomo? Che gli sia necessario per darsi una definizione di sé? A me sembra di vivere in un'epoca ed in un luogo nel quale il lavoro ha perso la centralità che ha avuto nella vita, personale e collettiva, per i nostri genitori ed i nonni. Non che voglia la primogenitura di questa riflessione: in tutta umiltà, ben altre teste e la parte migliore della generazione che fece il Settantasette si accorsero della scomparsa del fordismo come sistema di produzione e riproduzione. I vostri padri ed i vostri attuali dirigenti li spedirono in galera, ma questa polemica preferisco evitarla. Anche stamani, il Corriere della Sera – o è il Sole 24 Ore? – pubblica un articolo per suonare le campane a morto al sistema fordista e dare il benvenuto al sistema «Lego». Sistema nel quale l'azienda e lo Stato redistribuiscono ricchezza non attraverso i sistemi cui tutt'oggi vi appellate ma attraverso servizi di formazione ed assistenza sociale più diffusi, secondo il modello scandinavo, from the womb to the tomb.
Coltiviamo qui un netto individualismo. Non ci fidiamo né auspichiamo l'assistenza aziendale e tantomeno quella statale: temiamo le ingerenze nelle vite delle persone ed il conformismo, primo e vero responsabile della mancanza di ambizione e felicità degli umani e di stasi nella società. Qui si marca la differenza sostanziale fra noi e voi. Eppure permane il dubbio: perché combattete per un posto fisso da spazzini, invece di cogliere le potenzialità del sistema nuovo e chiederne emendamenti a favore delle classi meno abbienti? Il tutto, considerando i lavori flessibili come soli lavori di bassa lega, quando invece è maggioritaria la disponibilità di lavori altamente qualificati e per persone specializzate. È a mio avviso molto più sensata la posizione che fu della Rosa nel Pugno, per bocca di un Daniele Capezzone che nel frattempo s'è portato ad occuparsi di altro, di chiedere una revisione completa dello Statuto dei lavoratori e dei sistemi noti come «ammortizzatori sociali». C'è la possibilità – e la disponibilità di alcuni settori dell'imprenditoria, quindi dell'intellettualità – di riconoscere il salario come variabile indipendente dal lavoro. Sarebbe una rivoluzione nel nostro sistema di vita e di pensiero: altro che le parate sulla Piazza Rossa.
Non credo, infine, che ai vostri dirigenti piacerebbe una proposta del genere: a loro e alla loro sopravvivenza servono lavoratori stabili e poco qualificati. A voi, che siete in maggioranza giovani di belle speranze, non sembra più attraente di un posto fisso qualunque, perché questo ci sarebbe comunque per la maggioranza di voi, la possibilità di fare esperienze diverse, in più posti di lavoro, con la garanzia della continuatività del salario? E la classe che con una certa superbia pretendete di rappresentare, siete certi che la pensi come voi?

Ma Pannella sta con Prodi, da Il Giornale.
Gli Usa hanno approvato una mozione che riconosce il genocidio turco degli armeni: e se ne fregano delle sconcertanti minacce di rappresaglia turca. Gli Usa e Bush hanno ricevuto il Dalai Lama inteso come rifugiato politico dalla Cina, gli hanno pure appigliato la medaglia d’oro del Congresso: e se ne fregano degli strepiti altezzosi di Pechino. L’Europa, intanto, nicchia. Prodi forse non sa neppure dove sia l’Armenia, mentre il 12 ottobre 2006 più semplicemente non volle incontrare il Dalai Lama. Il capo spirituale tibetano, all’epoca, incontrò i ministri Bonino e Pecoraro Scanio: ma non fu neppure un incontro ufficiale, ebbe luogo in un hotel.
L'accondiscendenza di Prodi verso Pechino, del resto, è nota da quando propose di sospendere l'embargo delle armi alla Cina. Nel 1994, diversamente, il Dalai Lama fu ricevuto ufficialmente dal Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro e dal premier Silvio Berlusconi. Differenze».
Il titolo del pezzullo non è casuale ed in tempi di costituenti socialiste e liberaldemocratiche, bene fa Il Giornale a sollevare la questione radicale: che fine han fatto i tradizionali temi delle battaglie politiche di Pannella e compagnia? Buona e giusta la battaglia, con e nonostante la Farnesina, per la moratoria sulla pena di morte ma – ed è solo un esempio – la Bonino al Commercio estero ha fatto ben poco. Il silenzio sui socialisti da una parte e su Capezzone dall'altra la dice invero lunga: gli unici matrimoni che piacciono a Torre Argentina sono quelli in cui i coniugi scelgono il marchio e la governance radicale. Nel caso della Rosa nel Pugno fu una scelta azzeccata: lo Sdi di Boselli non era in grado di partorire la benché minima iniziativa politica. Ma ora, esaurita la rendita elettorale e col rimescolamento delle organizzazioni di partito in atto, che intenzioni hanno i radicali?

Chi si contenta.
L'Unione europea vara timide misure contro il regime militare birmano. Ci auguriamo che serva ai birmani e alla ricerca di una politica estera e militare comune dell'Ue. Kouchner sull'Iran, invece, afferma che se dalla comunità internazionale non verranno adottate misure ancora più drastiche per fermare i teocrati dall'intento di dotarsi dell'atomica, la Francia farà da sola.

Aridatece Bia. Anche Noa andrebbe bene.

Maledetta memoria.
Questo è il testo della proposta: (more)

Le regole della casa del voto.

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