Tutti presenti.

Pastone prima della partenza.
Lascio un'Italia che è la solita italietta, dove la Cassazione giustifica torture e pestaggi nei confronti delle donne. Non è bastata la povera ragazza uccisa dai familiari perché troppo occidentale qualche estate fa, adesso anche uno dei poteri della nostra Repubblica garantisce il diritto ai genitori ed al fratello di legare una ragazza – ma solo per tre volte, eh – ad una sedia e picchiarla per farle digerire costumi che non le sono grati. Non fossi spaventato dagli orari dei ristoranti portoghesi, la cosa mi sconvolgerebbe; come potremmo quindi, dopo che il potere giudiziario s'è così espresso, chiedere al legislatore di garantire norme identiche alle diverse comunità e non diversi bantustan giuridici?
Torno su un punto già sollevato mesi addietro: lettori e sopratutto lettrici che non v'occupate di cose di donne, siamo assolutamente certi che questa regressione nei rapporti uomo-donna ed istituzioni-donna non sia il preludio ad un generale imbarbarimento della società? Convengo che siamo in decadenza. Anzi, dirò di più: trovo normale, fisiologico che essendosi spostato ulteriormente ad occidente il confine del progresso umano noi si rimanga indietro. Siamo, come già scritto, all'occaso. Sono altresì persuaso che ci siano ancora cose buone fra noi e che queste vadano difese; come diceva un piccolo uomo: «C'è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo». Non so come, altrimenti ve lo avrei proposto, ma certamente ognuno di noi – nella sua propria individualità – può fermarsi a ragionare, cogliendo i segni del Nulla che divora Fantàsia. Se avete ancora fiducia in un fortunadrago è il caso di dimostrarlo.
Che altro, prima di salutarvi? Leggo su Il Foglio che ad Atene si sta completando il Museo dell'Acropoli. A soli duecento metri dal colle, la dimostrazione che – certo, per denaro – non tutto è dimenticato. Scrive il giornale milanese che le autorità demoliranno due ville, di proprietà ed abitazione di privati cittadini, risalenti agli inizi del secolo scorso ed in prezioso stile Decò, le quali ostruiscono la vista del Partenone a chi cenerà o prenderà un retsìna dal ristorante del museo. A me i governi che possono prendersi il diritto di fare ciò che desiderano della altrui proprietà, in nome del cattivo gusto di mangiare in pantaloncini e sandali di fronte a quello che è stato un luogo sacro – e che lo rimane per quanti hanno cara la nostra storia – fanno inorridire quanto le abitudini dei portoghesi in materia di ora dei pasti. Quella terra, ancorché greca, è proprietà di chi ci vive e paga balzelli al monopolista della violenza e del carcere per il solo diritto di averla eletta a dimora. Uno Stato che non solo s'intrufola dentro le case e financo nelle camere da letto, legiferando e disponendo sulle teste dei cittadini, ma che pretende d'avere il diritto di abbattere una proprietà privata – di valore anche storico ed artistico, non fosse sufficiente l'affermazione precedente – è un nemico.
Il povero Thomas Jefferson l'aveva capito ed ha impartito la lezione: chi si dimostrerà un buon allievo?

Sulla candidatura di Marco.
Care Bernardini e Zamparutti,
ricevo l'invito alla mobilitazione ma non lo raccolgo. Non capisco il senso dell'iniziativa e in ogni modo non la condivido. Il bipolarismo coatto cui siamo stati costretti negli ultimi quindici anni non è quello auspicato dai radicali, né credo che l'ingresso dei radicali nel Pd possa trasformare lo stesso nel soggetto politico di cui l'Italia ha bisogno per risolvere, almeno in parte, gli annosi problemi che la caratterizzano.
Peraltro, la mia adesione a tutti i soggetti radicali aveva il senso dell'adesione al progetto della Rosa nel pugno: un soggetto alternativo all'asse Ds-Margherita e alla sinistra conservatrice. Mi pare che con la distanza dal progetto di Boselli per la riunificazione dei socialisti e l'invito dello stesso Boselli ai laici d'ogni ispirazione per un soggetto ancora più largo del rinascente Psi quel progetto vada a decadere – così come la mia adesione. In qualunque caso, trovo la candidatura alla segreteria democratica di Marco Pannella ed Emma Bonino assolutamente inutile ed ininfluente sulle sorti della parte politica nella quale mi riconosco, ovvero una sinistra progressista nuova, laica, libertaria.

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