Insider lefting.
Il nostro agente a
Viale del Policlinico afferma che i contatti fra l'area Mussi ed il Prc-Sinistra europea si vanno intensificando.

Che, addirittura, il matrimonio in vista della unificazione – con quale formula, lo ignoriamo – delle forze politiche all'estrema sinistra sarebbe cosa fatta. Per Angius ed i suoi, invece, sarebbe confermato il lento approdo verso la
costituente lanciata da Boselli. Come a dire che se i democristiani hanno colonizzato entrambi i poli dello schieramento politico, Massimo D'Alema manda i fidati di una vita a controllare quel che c'è fuori dal Pd.
L'impressione è che cambi tutto per non cambiar nulla: ex-comunisti con i democristiani per l'ennesimo partito «popolare» a garanzia dell'immobilismo – loro la chiamano
stabilità – sociale e post-comunisti insieme a neo-comunisti a fare quel po' d'estremismo verbale che fa sempre bella figura nei salotti e non scardina di un millimetro lo statalismo che finanzia aziende in crisi invece di liberare lavoratori da un modello di sviluppo antiquato, e dal lavoro
tout court, per non citare i fu-comunisti con i socialisti con la bandiera della laicità dello Stato in mano ed ovviamente neanche un lancio d'agenzia sulla riforma dello Stato stesso. Come se il problema fosse esclusivamente quello di far girare il motore, mentre si è a cavalcioni di un calesse.
Lungi, ben lungi, dal voler emettere giudizi affrettati – ed ancor meno definitivi – rimaniamo in ascolto e trepidante attesa per un altro aborto di sinistra libertaria.

Un altro pennuto.
Mentre sul canale Fox impazza la «prima fuori serie italiana»,
Boris, il primo presidente della Russia postcomunista se ne va. Di Eltsin ricorderemo le solenni sbronze ed i colpi di cannone sul parlamento moscovita, come le prime salve su Grozny.

Coq au vin.
Ségolène Royal arriva al ballottaggio con un quarto delle preferenze degli elettori francesi: la stessa quota che ebbe Mitterand. Mai, nel complesso, la
gauche aveva però raccolto così pochi consensi: il 36,5%. Credo sia un dato interessante. Nel pur estetico vuoto della campagna presidenziale socialista, l'elettorato storicamente legato al Partito comunista francese e ai gruppi della estrema sinistra – con l'eccezione della Lcr – ha ritenuto di fare «voto utile», a dimostrazione di un generale spostamento a destra dell'elettorato. Le destre gollista e nazionalista, infatti, non perdono un voto: è il centro di Bayrou che moltiplica i consensi e s'avvia a fare da ago della bilancia.
Ovvia la soddisfazione tutta italica di Rutelli e Marini: la sinistra da sola non ce la fa, deve unirsi al centro per governare. E così il Partito democratico trova una giustificazione anche per i maldipancisti della Quercia.
A proposito del congresso di Firenze, qualcun altro ha sentito Fassino – nelle sue conclusioni – dire che lo Stato è percepito come nemico il più delle volte che interviene nella vita di un cittadino? Che le norme e le leggi sono troppo incomprensive dei desideri? Che svolta, ragazzi. Tutto questo libertarismo non ce lo aspettavamo. Peccato che, invece di pensare ad uno Stato minimale, il pensiero sia corso immediatamente all'arbitrio del funzionario pubblico di turno.

Derubato. Tributo ai subgenii.
Diverso tempo fa sono stato ordinato ministro della
Church of the SubGenius.

Non è affare comune, per tutti, bisogna
pagare. L'altro ieri sono stato derubato, invece. Niente di violento, sto benissimo, sono sano e salvo; nondimeno ringrazio quanti, alla email con cui li avvertivo della mia temporanea assenza nel campo della telefonia mobile e a cui chiedevo di restituire i propri dati, hanno chiesto della mia salute.
Un tributo speciale va a tre subgenii. In ordine alfabetico: Andrea caro, che mi chiede se io sia stato derubato ancora una volta da «una delle tue donne»; il buon vecchio Fabietto, il quale m'avvisa che è ciò che succede a parlar di socialisti; il sor Matteo, che commenta: «vittima dell'ignobile cartello "Cuidado con los carteristas"».

Fiuggi, sto ancora riflettendo.
Sapete, cari amici, cosa pensai dopo la mia partecipazione al convegno di Bertinoro. Posso dirvi che ricevo email da diversi compagni che mi scrivono: hai visto, rinasce il Psi, che ne pensi? C'è anche Rino Formica, contento? E telefonate: sarà una parata di vecchie mummie? C'è un'altra alternativa?
Ho rinnovato la tessera radicale. Marco Pannella prima ha insultato la nuova Fiuggi, poi ha riconosciuto che non c'è alcuno spazio altro da quello per chi vuole una forza politica laica, socialista, liberale e tutto il parafernalia che conosciamo. Ha cambiato idea, ma guai a dirglielo. Boselli, dal canto suo, conferma una certa intelligenza: la RnP non finisce col rinato Psi. La Costituente socialista non può esaurirsi con se stessa. Serve un cantiere più ampio per poter raccogliere quanti fra radicali, liberali, repubblicani vogliono giocare una partita comune fra cattocomunisti e clericalfascisti.
(more)

Conto alla rovescia: meno quindici.

Il ventotto aprile, il capo-ingegnere Montgomery Scott (AKA James Doohan) partirà per il suo ultimo viaggio nel cosmo:
to boldly go where no man has gone before. Le sue ceneri, infatti, saranno espulse nel vuoto siderale da un razzo della UP Aerospace che ha il solo compito di portare nello spazio i resti di duecento mortali.
Insieme a Scotty, verrà vuotata anche l'urna dell'astronauta Gordon Cooper il quale fece parte – fra i primi uomini a superare l'atmosfera terrestre – dell'equipaggio del Mercury.
La missione di conoscere ciò che ci circonda e colonizzare gli altri pianeti prosegue. Buon ultimo viaggio, pionieri.

Passaporto per Topolinia.
In vendita su eBay, l'ultimo passaporto posseduto dal signor Disney. Pensavo avesse delle grosse orecchie tonde.
Sbagliavo.

Roma, cittą del Vaticano.
Su Il Riformista di ieri, quattro aprile, è stata pubblicata una splendida quanto provocatoria proposta di Massimiliano Parente – giornalista e scrittore – che mi piace pubblicare quasi integralmente. Afferma ciò che vado dicendo da tempo, ma molto meglio di quanto saprei fare.
(more)

Al volo.
Tanto per marcare il territorio e aggiungere una virgola al post «Matrimoni», vorrei dire che i laici esistono ancora e solo malauguratamente sono stretti tra clericalfascisti e cattocomunisti. Sulle unioni di fatto, io sto con Alfredo Biondi: oltre lo Stato. Ed il bipolarismo.
(more)

Per farvi giocare un po'.
Fra gli altri in offerta su
Ibs, ho acquistato un testo del duemila di Giovanni Negri – già segretario radicale – e Maurizio Stefanini. Si chiama “I senza patria” e propone un test in appendice.
(more)

Matrimoni.
Considerato che oggi la stampa italiana sembra aver accantonato la questione dei DiCo in favore dell'incomprensibilmente scandalosa cessione di Telecom Italia ad acquirenti stranieri, dirò due cose io. Anzi, una. Io mica capisco tutta quest'ansia per il matrimonio. Per il matrimonio civile, intendo. Capisco chi è credente e si sposa nel proprio luogo di culto promettendosi eterno amore, che è poi il succo del matrimonio.
Per tutto il resto, fatte salve alcune questioni su cui c'è il bisogno di legiferare da parte dello Stato e degli Ee.Ll., non è sufficiente un notaio?
So bene che c'è una banalità biologica chiamata Famiglia a comporre il nucleo della società: senza riproduzione non c'è continuazione della specie. Quindi ci si accoppia e in buona parte si procrea. Fico. Così possiamo star sicuri che qualcuno ci considererà dei barbari, fra cinquecento anni. Però si possono fare figli anche fuori dal matrimonio. Nessuno lo impedisce. Ed apposite leggi garantiscono il riconoscimento di entrambi i genitori ed il pari mantenimento del bambino.
Insomma, a me sfugge qualcosa. A parte le fregnacce francesi sulla Dea Ragione, uno crede o non crede. E se crede nella libertà e nell'amore «libero» non si sposa. O non ha bisogno di far sì che ci sia una istituzione a riconoscere la sua relazione, se ci sono accordi privati fra i partner ed un minimo di garanzie sociali.

Ancora sui matti.
Capissimo chi sono, questi matti. Vien da dirsi che siano gli utenti dei Centri di salute mentale delle aziende sanitarie locali, oppure quelli che alle sette e mezza del mattino son già in coda – inscatolati dentro un'automobile – che scaricano la tensione premendo sul clacson.

C'è anche quella considerevole pattuglia di pendolari della domenica che invece di portare i bambini al parco se ne vanno al centro commerciale: anche loro non scherzano. Bei matti.
Capissimo, lo volesse il cielo, che cosa vogliono. Antonia chiedeva solo sigarette: per il cibo ci pensavano i ristoratori di zona, a turno. E Fassi ci metteva il gelato, ogni sera d'estate. Però c'è quello con le antenne che dirige il traffico in Barberini. Massì, quello che fu denunciato da Cossiga, o qualche altro Presidente. Chissà cosa vuole quello lì: contattare gli alieni attraverso la mimica dei vigili urbani? E le antenne perché, allora?
I matti, per chi non lo sapesse, sono strani. Vien da dire che è proprio gente strana. Sai mica quel che vogliono, o perché lo vogliano. Metti quei tali lì, al vecchio Santa Maria della Pietà. Mica i mattarelli
che ancora ci girano, no. Proprio i matti veri. Quelli che prendono un
programma del vecchio presidente della Regione e lo riattualizzano.
Sulla sanità. Sì, lo stesso argomento dello scandalo legato a quel
presidente lì. Lui. Bravi. Che fanno, dunque, questi matti? Prendono il
progetto dell'ex, ci mettono la firma loro sotto e cercano di attuarlo.
(more)
