Corrispondenza.

Benedetto sia il Signore che mi fa incontrare questi matti.

Ps: a maggio tu che fai?
Io vorrei andare in Provenza al raduno degli zingari, magari al telefono organizziamo la gita.

Dunque, caro mio, cominciamo col dire che non so cosa farò il ventiquattro e venticinque maggio ma che l'idea di partecipare al rito del Pélerinage des Saintes mi piace. In fondo la Camargue è vicina, ci si mangia divinamente, maggio è sempre più un mese estivo, il Popolo del Viaggio m'è sempre stato simpatico nonostante un giorno su due cerchino di irrompere qui da me per fottere poi cosa, in Provenza sopravvivono due lingue neolatine nonostante la Francia repubblicana, non ho ancora acquistato una bandiera con la croce provenzale, poche cose han senso come la ripetizione millenaria di gesti e suoni, per cui sì – caro mio – cerco di organizzarmi per la gita.
Anzi, Francesca, facci un pensiero anche tu: se decidessi di sì, avrei meno scuse per non andare.

E buon viaggio all'hobbit Adrix, che è in partenza per Barna. L'Europa delle piccole patrie, eh?

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La terra dei mille diari.

Nell'agosto del duemila, un blogger noto come Someguy ebbe l'idea di lasciare un centinaio di diari vuoti nei bar e nei locali della sua città, San Francisco. Per la cronaca, gli abitanti detestano che la si chiami Frisco. Someguy era affascinato dalle scritte sui muri dei bagni pubblici o dei vicoli, da questa umanità comunicante e creativa che afferrava un pennarello per lasciar scritta la propria opinione. Di qui la distribuzione ad amici e sconosciuti dei diari, che sarebbero dovuti esser rimessi in circolo dopo la propria «pisciata sull'albero».
Ben presto la mania di lasciare una impronta di sé ha contagiato migliaia di persone. Tantissime email chiedevano a Someguy di avere un diario a disposizione. Ed altrettanto presto i diari in circolazione, nel mondo intero, divennero mille. (more)

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Crisi d'identità e relazione con i disordini della personalità.

Sarà che nelle ultime settimane m'è capitato di incrociare per un paio di volte la trasmissione di Zelig, Leonard Zeligche non vedevo da tantissimo tempo, e che mi ha divertito molto sprofondare nel divano a guardare le imprese del Camaleonte Umano. Sarà che mi affascinano le cose umane, i comportamenti bizzarri o comunque “fuori dalla norma”. Fatto sta che inciampo in una storiella divertentissima su un blog della British Psychological Society, di cui non trovo traccia sulla stampa italiana attraverso Google, che riguarda invece una psicologa nostra compatriota che avrebbe in cura un novello Leonard Zelig. (more)

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Darle alla cieca.

La Recording Industry Association of America sta facendo di tutto affinché la figlia della signora Tanya Andersen, una bambina di dieci anni, vada a deporre nella causa intentata dalla Atlantic Records contro gli Aldersen. Tanya Andersen, portatrice di handicap di quarantadue anni, e sua figlia – che all'epoca del reato aveva sette anni – avrebbero scaricato file musicali con i diffusi progammi peer-to-peer. A nulla sono valse sinora le richieste della madre affinché la bambina sia ascoltata telefonicamente o in videoconferenza, di modo da evitarle un trauma, né le prove a discarico.
Maggiori dettagli su Recording Industry vs The People.

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Mi vendo.

Il compagno Bobby Seale, fondatore con Huey P. Newton del Black Panther Party, ha reso disponibili in forma di poster molte copertine di The Black Panther, giornale della formazione più interessante nel panorama della nuova sinistra statunitense. C'è anche uno sconto per chi ordina più soggetti. Potete cliccare qui.

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Timeo Danaos.

Orgoglio dei manicomi.Un giorno di maggio scomparve il mondo conosciuto. I cancelli delle carceri furono divelti ed una umanità sciamante si disperse per gli stradoni di periferia, per i vicoli delle città vecchie. Le scuole durarono un paio di giorni, finché i ragazzi non scelsero di andare ad abbronzarsi sul greto del fiume. Le stazioni di polizia resistettero qualche giorno ancora, ma i giovani di leva e i veterani si arresero al caos suburbano, aggregandosi gli uni ai fratelli minori e gli altri ai figli, assottigliando le fila dei tutori dell'ordine. Ogni cosa scomparve, ogni cosa fu sostituita da un'altra, prontamente inventata per riempire il vuoto: cominciando proprio da quell'ordine. I manicomi furono gli ultimi simboli delle vecchie istituzioni, assieme alle caserme, ad abbandonarsi ad una nuova realtà. (more)

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Elemento acqua.

Come la mia cara Francesca, adoro sfogliare Internazionale. Sicuramente conoscete questo settimanale che, col numero in edicola oggi, ci regala due bei servizi: uno sulla Nuova sinistra cinese ed uno sul crescente antisemitismo russofono in Eretz Israel. (more)

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Quanto tempo ancora.

Dio salvi la signora e ministro Bindi, la quale dichiara alla italica stampa: «È meglio che un bambino cresca in Africa piuttosto che con due uomini o due donne». Posso dunque affermare, nella speranza d'essere ripreso in un paio di take d'agenzia, che è meglio che un bambino cresca come David Copperfield – vendendo la propria giacca per diciotto penny – piuttosto che giocarsi la vita come Lapo Elkann? O che è preferibile che un bambino viva e muoia come Nemecsek – lottando febbricitante con Feri Ats e vincendo per l'intera Via Pál, per Dio! – piuttosto che instupidirsi tra la scuola di Stato e la Playstation? O che è giunta l'ora che si abbandoni ogni falso bipolarismo, lasciando che ogni idea e proposta di governo concorra per la guida del Paese?

Che i cattolici governino coi cattolici, se hanno i numeri, il consenso popolare per governare come stanno facendo – ovvero secondo le direttive d'Oltretevere. Col mio voto, no.

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Sulla strada per la Quarta anima.

GREATER POOP: È serio o cosa?
MAL-2: A volte prendo l'umorismo seriamente. Altre considero la serietà con humour. In ogni modo, è irrilevante.

GP: Forse è solo pazzo.
M2: Certo! Ma non scarterei queste teorie come false perché sono pazzo. La ragione è che sono pazzo perché sono vere. Dead clown, di Max Cannon

GP: Eris è reale, vera?
M2: Ogni cosa è vera.
GP: Anche le cose false?
M2: Anche le cose false sono vere.
GP: Come può essere?
M2: Non ne ho idea, amico. Non l'ho fatto io.

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Catene e lucchetti.

Tornando dalla cena di ieri, Fabio mi ha raccontato di un lampione preso di mira da teenager innamorati i quali provvederebbero ad attorcigliare un lucchetto all'altro per dichiararsi eterno amore. Mi ha spiegato – e gliene sono immensamente grato, che questo comportamento collettivo risiederebbe nell'emulazione di un romanzo. Bravi ragazzi. Un romanzo di un quarantenne. Non ci siamo, no, ragazzi. Ricordo un tempo, e non ne è passato molto, in cui gli intellettuali facevano soldi scrivendo delle tendenze giovanili. Degli stili di vita, delle mode, delle abitudini, dei piccoli e grandi scandali verso la morale. Spiegavano ad i loro coetanei, i famigerati adulti, chi erano e cosa facevano i giovani. Spesso e volentieri molto approssimativamente, con giudizi smentiti dall'evoluzione dei costumi e dei consumi. 


Oggi, sembra, c'è un adulto che fa tendenza fra i ragazzi. Mi inquieta. Voglio dire, è strano come ne orienti il costume, per quanto limitatamente ai lucchetti per blindare lampioni. E c'è persino chi difende questa pratica assurda: come se in questi tempi tormentati e senza punti fermi bastasse blindare l'amore, snaturandolo da legame a catena.

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Quanto lo amo.

Dall'odierna Piccola posta di Adriano Sofri:

Nessuno può obiettare all'uso del cilicio.
Finché non coartino la volontà del prossimo,
le scelte sessuali sono tutte insindacabili.

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Auguri.

Merde au patriarcat.

Ho come l'impressione che ne abbiate più bisogno che mai.

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Bertinoro. Ho fatto anche questo.

Guidare sulla E45 mi piace. Fondo stradale disastrato e multe che prendo regolarmente una volta sbucato in Romagna non cambiano la sensazione di fondo. Si attraversa l'Umbria, si valicano gli Appennini ed il Rubicone, si intuisce la presenza dell'Adriatico.

Bertinoro, questa volta. Paesino molto bello, ristrutturato dalla Soc. Coop. Umanitaria Edilizia e tenuto magnificamente, sede di una grande sezione del Partito repubblicano con annessa sede Endas ovvero sorta di Casa del popolo – ma repubblicana, ché siamo in Romagna – con corollario di circoli Arci, Acli e tutto quello che il Novecento aveva da offrire alla provincia italiana. Una delizia. Davvero, un bijoux, ed arredato con un paio di ristoranti dove vivaddio son bandite le tagliatelle ed il ragù e si fa spazio ad un po' di creatività. Sulla base, è certo, della cucina romagnola, ma giocando con gli ingredienti del luogo e reinventando piatti per una nuova tradizione enogastronomica.

Eppoi i socialisti. Ovunque.

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Tempus loquendi tempus tacendi.

Sui terribili fatti occorsi sulla strada fra Jalalabad ed il confine pachistano, con un minibus carico di esplosivo lanciato contro i marine statunitensi e la sparatoria successiva costata sedici vite fra i civili afghani, interviene Marco Rizzo: «Gli americani a Jalalabad fanno rappresaglia come i nazisti». Chiarissimo. Meno chiaro è perché il suo partito voterà il rifinanziamento della missione o perché abbia votato la fiducia al governo in carica. Nei giorni scorsi, Diliberto aveva dichiarato: «Questo governo rappresenta oggi l'equilibrio politico più avanzato possibile».

Nel prossimo congresso, il partito cambierà nome da Khomeinisti italiani a Partito dei nazionalsocialisti italiani? Un minimo d'accordo fra pratica e grammatica non guasta mai.

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La donna invisibile abita anche qui.

di Isabella Mazzitelli, Vanity Fair, 28·II·2007

"La Turchia ha eletto una signora ai vertici della Confindustria. Quando l'Italia manda all'estero una delegazione di imprenditori, sapete qual è la percentuale femminile?". Prima di organizzare un forum economico internazionale tutto "rosa", Emma Bonino ce ne ha dette quattro. Sul maschilismo, sul Vaticano e sul suo futuro al Quirinale.

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Nata sotto il segno dei Pesci.

Il tuo è uno dei pochi compleanni che ricordo, e del resto m'è facile. Basta aggiunger sette per fare otto marzo. Quindi, auguri. Auguri perché sei tu e perché rifiutando la mediocrità dei tanti, dei troppi, stai rischiando l'eccellenza. Auguri, per le tue scelte, al tuo coraggio.

E, forse per l'ultima volta nel giorno del tuo compleanno, saluti romani.

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