Il capo ha sempre ragione.

Sono di parte, ma non è colpa mia: lo adoro. Adriano Sofri è il mio maître à penser: lo adoro quando parla – scrive – di sé e quando ci ricorda la Cecenia, fra i pochissimi. Lo adoro quando parla di attualità e quando discetta di costume e malcostume italico. La sua Piccola posta è il mio primo articolo ogni mattina. Oggi era a dir poco esilarante:

Cara Sabrina Ferilli, come sta?
Potrebbe fare una telefonata al senatore Turigliatto?
Grazie, suo A.S.

Stamani, poi, Sofri ci ha offerto una bella, affezionata e lucida analisi sulla sinistra e sul Partito radicale, sulla Rosa nel Pugno e lo scontro generazionale e politico fra Daniele Capezzone e Marco Pannella. È successo come sempre con l'ex leader di Lc: ho letto ciò che pensavo. E detto – scritto – molto meglio di quanto potrei fare. Ha scoperchiato il tombino sotto il quale avevo nascosto una piccolissima questione: io con chi sto? Lasciandomi senza risposta, va senza dire, nell'antitesi fra Daniele – cui va tutta la mia simpatia – e l'anziano radicale. Unica possibile risposta, ancorché vaga, proprio nelle parole di Adriano:

(...) alla sinistra, e a quella sinistra libertaria dei diritti e delle persone sulla quale io stesso faccio affidamento, contro la sinistra dogmatica, statalista e autoritaria.

Potete scaricare l'intero – bellerrimo, davvero – articolo Scarica l'articolo di Sofri .

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Č genocidio.

La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha definito «genocidio» il massacro di Srebrenica. Ha anche stabilito che la Serbia – o meglio le vecchie strutture federali jugoslave a conduzione serba – non hanno responsabilità dirette nella organizzazione e nella gestione del massacro di migliaia di civili. È un tardivo riconoscimento degli errori della comunità internazionale e dell'Unione europea in particolare che tanto tardarono a trovare una posizione ed una iniziativa.
Ci auguriamo che presto Ratko Mladic e Radovan Karadzic, leader militari serbo-bosniaci, possano essere portati dinanzi la Corte a render conto delle loro azioni.

Si apre, contemporaneamente, la questione kosovara. Di fronte al progetto internazionale di una sostanziale autonomia per la regione – sotto l'egida dell'Onu – che fornirebbe adeguate garanzie alla minoranza serba, Belgrado si oppone allo smembramento del proprio territorio nazionale. Del resto, per la nazione serba quelle terre sono l'equivalente di Trento e Trieste nella mistica risorgimentale italiana. Nel frattempo, militari italiani e non continuano a morire di leucemie contratte proprio da quelle parti, grazie alla semina di proiettili ad uranio impoverito da parte della Nato nei famosi giorni della guerra bombardata. Quanti civili, albanofoni o serbi, altrettanto?

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Ebrei, sempre i soliti ebrei.

Un sondaggio Gallup afferma che negli Stati Uniti i protestanti bianchi ed i mormoni sarebbero fra le comunità religiose più convinte dalla necessità dell'intervento militare in Iraq e fra i più accesi sostenitori della decisione presidenziale di inviare più truppe. Dall'altro lato della scala, rispettivamente con il 77% ed il 78%, si troverebbero gli ebrei ed i protestanti afroamericani. Cattolici spaccati a metà.
work ≠ identityGli atei, invece, per due terzi si opporrebbero alla politica estera dell'amministrazione Bush.

Lungi da me l'idea di criticare l'istituto di ricerca demoscopica, e molto altro, più rispettato del mondo. Si devono a loro alcuni dei metodi di ricerca e statistica sociologica più all'avanguardia. Eppure un dubbio mi sorge: posta la legittimità di far ricerca per settori e aree comunitarie, non è che questo bel sondaggio dirà ai soliti noti che gli ebrei sono traditori e smidollati quei negracci del cazzo?

(more)

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Le tegole del gioco.

Sapete che non ho avuto gran simpatia per il governo Prodi. Forse, solo un pelo più per la maggioranza parlamentare che lo esprimeva. In ogni caso, è arcinoto, ho contribuito col mio voto e con una manciata di propaganda a conoscenti ed amici affinché si recassero alle urne a sostenere l'Unione in generale, la Rosa nel Pugno in particolare.
Ora, il Governo non è più. Sapete dello scivolone al Senato, delle dimissioni del Presidente del Consiglio nel tardo pomeriggio, dell'atteggiamento «attivo» della Presidenza della repubblica in questa ennesima crisi di governance. Sapete certamente anche dei commenti di parte della maggioranza; ho sentito, fra gli altri, Angelo Bonelli dei Verdi affermare che il centrosinistra sarebbe «caduto per volontà dei poteri forti e del Vaticano» a causa dei Dico. (more)

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Si riparte.

Si riparte.Eccoci qui, di nuovo. Scampati alla serrata dell'Our Favorite Shop, pungolati dalle richieste di amici e conoscenti, sopravvissuti all'attacco terroristico dell'hacker pių brufoloso del mondo, apriamo le porte dell'istituto per i vostri occhi.
Cogliamo l'occasione per salutare gli hobbit di ogni contea, i subgenii e gli erisiani tutti, cosė come l'affezionata utenza che ha voluto seguirci in questa nuova incarnazione.

Heute die Welt, Morgens das Sonnensystem!

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