Accusato di stupro, incensurato, in attesa di giudizio e prove. Denuncia inutilmente molestie e violenze all’interno del carcere, San Vittore, dove è recluso da quattro mesi. Dopo un colloquio con lo psichiatra, si impicca.
Non è un caso se l’Italia è il Paese europeo più redarguito per lo stato della giustizia e se, nella classifica mondiale, viene persino prima della Turchia.
speriamo che il film dei fratelli Taviani – in uscita il 2 marzo – contribuisca a far comprendere le condizioni dei carcerati in Italia. il rischio è che non venga visto da nessuno!