Elezioni, così scrisse Shylock

La parentesi del governo tecnico ci sta facendo dimenticare che l’anno prossimo si andrà a votare e da una parte avremo chi, in tanti anni di governo, ha contribuito indiscutibilmente a metterci nei casini; dall’altra, chi per formulare mezza proposta (di più non si riesce) passa mesi a discutere e a litigare.

Ero quasi riuscito a rimuoverlo. Anche ammettendo che la rimozione non sia la prassi migliore da seguire per esorcizzare il male del suffragio universale, secondo voi i partiti saranno pachidermici come sempre e quindi la legge elettorale ventura sarà simile alle precedenti, favorendo le aggregazioni Pdl+Lega e Pd+Idv+Sel, o inventeranno qualcosa di nuovo dando vita ad altri scenari? E quanto ritenete possibile l’ipotesi di Grosse Koalition? Dipenderà solamente da quanti consensi perderanno i partiti maggiori o vi sarà un gentlemen’s agreement precedente al voto? E avremo una legge elettorale nuova ogni tornata elettorale o saranno in grado di farne una e star buoni per cinquant’anni?

Ho mica le idee chiare, io. Voi, d’altro canto, se del caso siete autorizzati anche a far fantascienza.

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2 Commenti a “Elezioni, così scrisse Shylock”

  1. shylock scrive:

    che onore, addirittura una citazione in prima pagina!
    dai, in 15 mesi (il tempo che ci separa, presumibilmente, dalle elezioni), si può scegliere con cura il buen retiro per l’espatrio

  2. Sejo scrive:

    Ammetto con disagio che l’idea dell’espatrio mi rimbalza in testa da decenni ma doverci pensare perché si tornerà al voto mi par segno di disperazione.

    Preferisco la fantascienza. Lanciatevi!

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