Cinque è il mio numero preferito. Sono stato talmente occupato da aver rimosso che il venti febbraio scorso era il quinto anniversario di Fnord. Missed chance. Con quella dimenticanza, sono saltati i sentiti ringraziamenti ad Enrico di Fucine/FucineMute e Fabiolini, i maghi-di-Oz che hanno reso e rendono possibile l’esistenza propriamente detta di questo blog. Sono saltati i grati saluti a chi si affaccia su queste pagine – centinaia di singoli contatti ogni mese, pazzesco! – e a chi si è «abbonato» via RSS, e soprattutto a chi ogni tanto lascia traccia di sé e delle proprie opinioni. Spariti anche i possibili commenti – abbiamo superato quota cinquecento – sull’affaire Italia-India, sulla pirateria novella e sui marò incarcerati in attesa di Dio-sa-che nel Kerala; sulla campagna contro il «signoraggio» di una starlette dall’improbabile italiano; sul governo tecnico e sul Silvione nazionale al Quirinale; sull’incidente occorso all’attivista valsusino definito ora anarchico, ora terrorista o più semplicemente montanaro nel bel pezzo che Lanfranco Pace gli ha dedicato ieri sulle pagine del Foglio, o ancora sulla pietas offerta da Massimo De Angelis in diretta su La Zanzara per Radio24.
Senz’ombra di dubbio, posso affermare che invece sarebbe mancato, come mancherà, un commento alle dichiarazioni di Vendola su Weltroni, come sulla difesa d’ufficio di quest’ultimo offerta da D’Alemullah. Il passato è un luogo per il quale non provo nostalgia, e quelle parole – fatto salvo il diritto a dissentire su qualunque argomento – fanno parte di un vocabolario antropologico che andrebbe sepolto.
Bon, grazie di tutto. È piacevole riversare le proprie scomposte, disordinate opinioni – per di più sapendo che a qualcuno interessano.
Nel sesto anno di vita di questo diario un po’ post, proverò a raccontarvi una storia sotto la categoria Contea. Perché, effettivamente, non provo nostalgia neanche per il presente ed una vita sola è davvero troppo poca cosa per contenere ogni idea o idiosincrasia.
Grazie ancora, ad ognuno di voi. E auguri a chi è nato nel giorno che compare solo ogni tanto. Vi invidio.
