Archivio di febbraio 2012

Bof

mercoledì, 29 febbraio 2012

Cinque è il mio numero preferito. Sono stato talmente occupato da aver rimosso che il venti febbraio scorso era il quinto anniversario di Fnord. Missed chance. Con quella dimenticanza, sono saltati i sentiti ringraziamenti ad Enrico di Fucine/FucineMute e Fabiolini, i maghi-di-Oz che hanno reso e rendono possibile l’esistenza propriamente detta di questo blog. Sono saltati i grati saluti a chi si affaccia su queste pagine – centinaia di singoli contatti ogni mese, pazzesco! – e a chi si è «abbonato» via RSS, e soprattutto a chi ogni tanto lascia traccia di sé e delle proprie opinioni. Spariti anche i possibili commenti – abbiamo superato quota cinquecento – sull’affaire Italia-India, sulla pirateria novella e sui marò incarcerati in attesa di Dio-sa-che nel Kerala; sulla campagna contro il «signoraggio» di una starlette dall’improbabile italiano; sul governo tecnico e sul Silvione nazionale al Quirinale; sull’incidente occorso all’attivista valsusino definito ora anarchico, ora terrorista o più semplicemente montanaro nel bel pezzo che Lanfranco Pace gli ha dedicato ieri sulle pagine del Foglio, o ancora sulla pietas offerta da Massimo De Angelis in diretta su La Zanzara per Radio24.
Senz’ombra di dubbio, posso affermare che invece sarebbe mancato, come mancherà, un commento alle dichiarazioni di Vendola su Weltroni, come sulla difesa d’ufficio di quest’ultimo offerta da D’Alemullah. Il passato è un luogo per il quale non provo nostalgia, e quelle parole – fatto salvo il diritto a dissentire su qualunque argomento – fanno parte di un vocabolario antropologico che andrebbe sepolto.

Bon, grazie di tutto. È piacevole riversare le proprie scomposte, disordinate opinioni – per di più sapendo che a qualcuno interessano.

Nel sesto anno di vita di questo diario un po’ post, proverò a raccontarvi una storia sotto la categoria Contea. Perché, effettivamente, non provo nostalgia neanche per il presente ed una vita sola è davvero troppo poca cosa per contenere ogni idea o idiosincrasia.

Grazie ancora, ad ognuno di voi. E auguri a chi è nato nel giorno che compare solo ogni tanto. Vi invidio.

Ventuno appena compiuti

lunedì, 20 febbraio 2012

Accusato di stupro, incensurato, in attesa di giudizio e prove. Denuncia inutilmente molestie e violenze all’interno del carcere, San Vittore, dove è recluso da quattro mesi. Dopo un colloquio con lo psichiatra, si impicca.

Non è un caso se l’Italia è il Paese europeo più redarguito per lo stato della giustizia e se, nella classifica mondiale, viene persino prima della Turchia.

Un altro modo di far guerra

venerdì, 17 febbraio 2012

È senz’altro quello che i mujaheddin del popolo stanno combattendo, pare con l’aiuto logistico del Mossad, in Iran: colpendo con attentati mirati i tecnici e gli scienziati del programma nucleare del regime teocratico. Fermando le risorse umane del programma, altrimenti blindato in bunker per i quali non esistono bombe convenzionali sufficientemente potenti.
Regime di Teheran che invece è fermo al terrorismo degli anni Settanta: agenti inviati all’estero, che affittano un’abitazione per adoperarla come laboratorio e base per colpire diplomatici israeliani, e che – com’è tradizione cinematografica – saltano in aria.

Il primo a sinistra

lunedì, 13 febbraio 2012

Così diceva il Pci ai tempi della gran macchina di partito. Nella scheda elettorale, in un’Italia ancora parzialmente analfabeta, i cittadini avrebbero trovato il simbolo di Guttuso per primo, in alto a sinistra. L’ordine sulla scheda era dato first come first serve, e i militanti comunisti facevano nottate davanti al ministero per assicurarsi quel posto.

E così anche Genova, dopo Rieti, ha scelto come candidato del centrosinistra la persona sostenuta da – o espressione di – Sinistra Ecologia e Libertà.

È un po’ surreale che questi candidati di sinistra, come fecero Pisapia e Zedda – De Magistris è un caso a parte – nella scorsa tornata amministrativa, debbano poi farcire i loro discorsi di moderazione e sobrietà, edulcorando poi l’azione amministrativa fino a far sbiadire la loro inclinazione nel tabaccismo. Forse è nel dna degli italiani quel cattocomunismo, quel pauperismo un po’ fine a se stesso e intransigentemente immobilista. Non so. Lungi da me fare il sociologo.
Succede però lo stesso ovunque ci siano primarie. Tolto il candidato forte – Prodi, Veltroni – che si presenta senza avversari degni di nota, vincono le estreme.

È lo stesso negli Stati Uniti, dove Romney – che era stato il candidato conservatore contro un McCain centrista – oggi fatica contro personalità dalle posizioni più estreme della propria.

Forse è banalmente questione di organizzazione: rimasugli di partito novecentesco e blablabla. Forse, hanno ragione – i congressi del Pdl stanno dicendo questo – La Russa e Alemanno che il radicamento nel sogiale e blablabla. Forse – secondo me più probabilmente – il cittadino comune, che non ha interesse a partecipare a questioni di partito, alle primarie non si reca. Perché farsi schedare, dopotutto, come supporter di un partito o di una coalizione?

Io non sono tifoso di un modello elettorale su un altro. Apprezzo il first past the post per certi versi, come per altri il proporzionale puro corretto à la Jefferson o D’Hondt per la distribuzione dei resti. Sono altresì persuaso che il sistema più avanzato sia quello del single transferable vote, dove al cittadino è lasciata anche una seconda scelta. Come votare una volta e mezza, diciamo; se il mio candidato preferito non passa, faccio in modo passi la mia seconda scelta.
Non ne faccio questione di principio, in ogni modo. Non è solo da una legge elettorale che dipende la rappresentanza democratica, tanto più il rispetto dello stato di diritto.

Mi chiedo però che senso abbiano queste primarie. In termini generali, eh. Vero che di fronte a un candidato sindaco che non mi piace, potrei votar l’altro candidato. Ma, chissà, magari mi riconosco nella coalizione che esprime il candidato che non mi piace. Già, potrei far voto disgiunto: voto il partito che mi piace e l’altro candidato sindaco. Oppure un candidato minore, lasciando eventualmente la scelta vera e propria per il turno di ballottaggio.
A me pare già una follia. So mica perché mai una persona che lavora, tiene famiglia, mutuo, cazzi suoi all’infinito, debba occuparsi di queste cose.

Sarà anche una conquista quella del cittadino che sceglie il proprio amministratore ma – alla fin fine – io mi sentirei più rappresentato se potessi votare un partito, indicando la preferenza per un consigliere. E se poi il consiglio comunale, in base alla ripartizione dei seggi, pensasse ad eleggere un sindaco di compromesso. Sempre meno ridicolo di votare un sindaco ex/post/neo/fanta-comunista o mai pentito missino affinché faccia scelte democristiane.

Elezioni, così scrisse Shylock

mercoledì, 8 febbraio 2012

La parentesi del governo tecnico ci sta facendo dimenticare che l’anno prossimo si andrà a votare e da una parte avremo chi, in tanti anni di governo, ha contribuito indiscutibilmente a metterci nei casini; dall’altra, chi per formulare mezza proposta (di più non si riesce) passa mesi a discutere e a litigare.

Ero quasi riuscito a rimuoverlo. Anche ammettendo che la rimozione non sia la prassi migliore da seguire per esorcizzare il male del suffragio universale, secondo voi i partiti saranno pachidermici come sempre e quindi la legge elettorale ventura sarà simile alle precedenti, favorendo le aggregazioni Pdl+Lega e Pd+Idv+Sel, o inventeranno qualcosa di nuovo dando vita ad altri scenari? E quanto ritenete possibile l’ipotesi di Grosse Koalition? Dipenderà solamente da quanti consensi perderanno i partiti maggiori o vi sarà un gentlemen’s agreement precedente al voto? E avremo una legge elettorale nuova ogni tornata elettorale o saranno in grado di farne una e star buoni per cinquant’anni?

Ho mica le idee chiare, io. Voi, d’altro canto, se del caso siete autorizzati anche a far fantascienza.

Non so se è chiaro

martedì, 7 febbraio 2012

A organizzare e condurre le danze della discussione per la riforma della legge elettorale è un partito. Il partito di maggioranza relativa in Parlamento, certo, ma un partito.

Prodi potrebbe organizzare un’altra sedutina spiritica, no?

Long to reign

lunedì, 6 febbraio 2012

Victoire, victoire

giovedì, 2 febbraio 2012

Responsabilità civile dei magistrati, il voto degli italiani è vendicato dopo venticinque anni. E ora sotto col finanziamento pubblico ai partiti.