Archivio di novembre 2011

A me Montezemolo me fa morì

martedì, 1 novembre 2011

Prosegue, il nostro eroe del mercato sovvenzionato dallo Stato, a sottoporre la sua agenda ai mezzi di comunicazione. L’Italia si salva se riforma il mercato del lavoro – dove già metà dei trenta-quarantenni occupati, di cui i sindacati non si occupano, hanno lavori precari e buttano contributi previdenziali per una pensione che non vedranno mai – e fissa una tassa sui grandi patrimoni. Giusto, no? Guadagni di più, paghi di più.
Giusto, se già non fosse che chi paga di più paga enormemente di più, contribuendo in maniera sostanziale al Tesoro. Vedete da soli le statistiche su quanto l’un percento più ricco paga in proporzione al totale del ricavo, e poi il cinque percento, e poi il dieci. Ma non è questo il punto.
Se chi è ricco lo è diventato grazie al lavoro duro, all’ingegno, a qualità peculiari, magari innovando in maniera sensibile il proprio campo di lavoro, perché dovremmo togliergli risorse che potrebbero essere utilizzate per ingrandire le imprese, aumentare l’occupazione, far crescere il Pil e la base imponibile del Paese? E se, invece, questi ricchi han fatto affari non propriamente limpidi grazie ad amicizie politiche foriere di contratti, appalti, privatizzazioni a costo zero – non faccio nomi, siete tutti intelligenti e colti – perché la soluzione dovrebbe essere tassarli di più, quando tutto ciò che dovremmo fare è ridurre in maniera drastica la disponibilità di potere, e potere economico, in mano alla politica?