Archivio di ottobre 2011

Sorrisi europei, mi sento offeso

lunedì, 24 ottobre 2011

Io non so che dire. Mai visto prima due premier di Paesi amici sorridere così spudoratamente a una domanda su un partner europeo che, guardacaso, è la mia terra. Mai visto una Europa così commissariata dal duo franco-tedesco, e da un duo di così basso livello. Mai visto un Paese, il nostro, governato così male: e sì che di esperienza in quel campo ne abbiamo.

Vi prego: un quarto d’ora, o dodici mesi, di assenza. Un nuovo esecutivo, anche senza elezioni, senza proclami e campagne elettorali, che faccia quelle due o tre riforme in grado di rilanciare l’economia del Paese e la sua base contributiva. Senza apparizioni televisive, senza promesse, senza viaggi a Bruxelles. Cerchiamo, perlomeno, di recuperare uno straccio di credibilità. E poi torniamo a essere una delle gambe principali del tavolo continentale. Sessanta milioni di cittadini, che lavorano o ci provano, che pagano le tasse e qualche volta evadono o più spesso eludono, che credono nel futuro delle proprie città, dei territori in cui vivono, che mantengono dieci anni i figli parcheggiati nelle università, che si emozionano per il pranzo della domenica o la passano all’outlet, non meritano questo disprezzo.

Non ci sono alternative: o i ceti dirigenti si danno senso di responsabilità o prima o poi si arriverà a fiaccole e forconi. Non fatemi vestire i panni dell’ispettore Kemp, peppiacere.

Nessuno tocchi Muammar

venerdì, 21 ottobre 2011

Io sono fortemente contrario alla pena di morte, per chicchessìa e per qualsiasi crimine. In particolar modo per quanto riguarda dittatori, carnefici e quant’altro. Quella è gente da assicurare a un tribunale, che va processata e punita. Come Rudolph Hess, a testimonianza e monito per la Storia.
Muammar Gheddafi poteva essere processato dal proprio popolo o dal Tribunale penale internazionale. La repressione dei dissidenti, la mancata redistribuzione dei proventi degli idrocarburi in un Paese formalmente socialista e ricco, il terrorismo, lo spregio dei diritti umani. In alcuni casi, e forse ci saremmo anche divertiti, le inchieste avrebbero toccato governanti nostrani.

Però, però. La Libia non sappiamo da chi sarà governata. Se si può auspicare che il ‘come’ sia scelto dai suoi abitanti, la direzione verso cui tenderà quel Paese è tutta da scoprire. Allora, è meglio che Gheddafi sia stato ucciso. Il processo a un regime coinvolge tante persone, e forse persone che – per quanto compromesse, complici del Colonnello – hanno avuto modo di intessere con il nostro Paese, l’Europa e l’Occidente rapporti personali. Che fra noi, magari, hanno studiato o vissuto, lavorato gestendo gli affari libici. L’intelligentsia. Individui che potrebbero temperare le spinte islamiste del Cnt, di cui si parla, e dei clan dell’oriente prossimo all’Egitto.

Realpolitik? Ora sì. Giusto un pizzico.

Staminali, i malati di Parkinson ringraziano

mercoledì, 19 ottobre 2011

La Corte del Lussemburgo ha decretato, in nome e per conto della Unione europea, il divieto di brevetto per i medicinali ricavati da cellule staminali «con procedimenti che comportano la distruzione degli embrioni emani». Embrioni umani, sarà il caso di ricordare, che non vengono strappati dal ventre di una donna urlante e sanguinante. Sì, ok, mi scuso per l’immagine: cerco solo di far chiarezza. Ci riprovo. Embrioni umani che, trovandosi in un laboratorio, sono destinati – in qualsiasi caso – ad essere smaltiti come rifiuti speciali. Alles klar?

Nella fattispecie, è contro il lavoro del ricercatore tedesco Oliver Brustle per un trattamento contro il morbo di Parkinson che la Corte lussemburghese si è espressa, affermando che anche gli ovuli non fecondati sono da considerarsi embrioni umani. Ovuli non fecondati. Quindi non si parlava neanche di embrioni, ma di ovuli. Quelli che le mammifere – as-sas-si-ne, as-sas-si-ne! – smaltiscono da sé da quando i mammiferi abitano questo pianeta. Pianeta che, evidentemente senza umani, Greenpeace vuole difendere.
Che c’entra Greenpeace? Beh, oltre a proteggere le mie amiche balene – ciao, carine! – presenta anche ricorsi alla Ue contro la ricerca scientifica del professor Brustle perché, perché, non lo so perché. Chiedetelo a loro, ammesso che le campagne giuridiche antiumaniste lascino tempo libero per rispondere.

Intendiamoci, succede mica nulla. La ricerca scientifica si farà nelle Americhe o in Asia. Le malattie si vinceranno. Ne nasceranno di nuove e combatteremo anche quelle, nella nostra infinita lotta contro dolore e morte. Noi europei, in questo scenario prometeico, ci accontenteremo di proseguire la nostra decadenza e di essere consumatori di prodotti brevettati, anche medicinali, i cui prezzi si stabiliranno altrove. Al massimo si perderà qualche posto di lavoro. Tanto ne abbiamo in abbondanza.

Non capisco il rumore sui black bloc, senz’altro colpa mia

lunedì, 17 ottobre 2011

Mi vorrete perdonare se davvero non riesco a considerare le violenze di Roma come un segnale preoccupante, addirittura di ritorno al terrorismo, alla lotta armata o a che altro degli anni Settanta. Io continuo a pensare che, se un movimento vuole, isola chiunque col servizio d’ordine. E, se uno Stato vuole, arresta, processa e condanna duecento o mille violenti – come del resto han fatto la polizia e la magistratura di Sua Maestà Britannica con gli stronzi della scorsa estate – in uno schiocco di dita.

Insomma, io non baserei – e non baserò – alcun giudizio sulle gesta belliche di quelli lì che i giornalisti chiamano black bloc. Si parla di partecipazione ad alcuni centri sociali, a certe frange dell’anarchismo e persino a qualche curva di stadio. Non lo so, non mi esprimo, sarà. È materia da sociologi da una parte e inquirenti dall’altra.

Se è vero, e lo è, che la madre dei fessi è sempre incinta, ha una qualche ragione chi teme che elementi del genere possano fare proselitismo data la situazione in cui versa la gioventù italiana: convinta che bastasse un bel titoletto triennale per fare la vita di papà e mammà, è oggi coinvolta nella peggior crisi economica che l’Occidente abbia saputo produrre. Ma se si troveranno proseliti, è anche perché si sarà capaci di andare a cercare fra persone represse, aggressive, vigliacche. Gente benedetta dalla “riforma Basaglia”.

Io non ho paura di gruppetti armati di bastone oggi e domani chissà. È il brodo di coltura dal quale proviene, il problema. È la gente normale.

Indignados/Occupy, ad ognuno le proprie contraddizioni

giovedì, 13 ottobre 2011

Mentre personalmente mi onoro di essere un soggetto contraddittorio – aderendo alla scuola del signor Walt Whitman – adoro osservare i puri, gli zeloti di questa o quella purissima causa, gli innocenti purerrimi di questo o quel misfatto.

Sono tempi, questi, in cui ciò che rimane dei fallimenti novecenteschi e delle loro millemila organizzazioni si dà il nome di «indignato». Senza scomodare il dizionario della lingua italiana, a senso, un moto di indignazione è figlio di una sorpresa. Ad incidente inaspettato, in campo morale o etico, voilà l’indignazione. È un sentimento di repulsione, quest’indignarsi. Senza neanche voler scomodare qualcuno che questi «indignati» dovrebbero conoscere, mi diverte il concetto di innocenza di quanti chiedono – mi pare – di non badar più al debito pubblico, di non pagarlo, e di voler riscuotere il «credito sociale».
In una lettera a Giorgio Napolitano, giustamente scrivono:

(…) c’è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere, che oggi campa grazie al welfare familiare, e sulla quale si sta scaricando tutto il peso della crisi. La questione non si risolve togliendo i diritti a chi li aveva conquistati, i genitori, ma riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e per far questo ci vogliono risorse, altrimenti le parole girano a vuoto.

Difficile contestare l’analisi della situazione sociale o l’assunto che per nuovi servizi di welfare servano altre risorse. Dove le andiamo a trovare? (continua…)

Liberi i marinai della Montecristo

martedì, 11 ottobre 2011

Ogni tanto c’è una buona notizia. Due, oggi. I marittimi imbarcati sulla Montecristo presto riabbracceranno i propri cari e, soprattutto, l’ennesimo segnale di ritorno a secoli andati per quel che riguarda l’arte – di necessità, virtù – di far la guerra.

Congratulazioni e ringraziamenti alle truppe speciali di Sua Graziosa Maestà che hanno effettuato l’operazione.

In Grecia succedono cose

venerdì, 7 ottobre 2011

Non solo rivolte più o meno spontanee, non solo scioperi e incendi dolosi. Leggete qui. Magari non è il futuro, o il tanto agognato «nuovo modello di sviluppo», ma è organizzazione delle persone, libera e volontaria.

Ora muoio

giovedì, 6 ottobre 2011

Esilarante – certi passaggi sono da mal di pancia, altri da vero e proprio soffocamento – quanto lunga intervista a Edward Luttwak su Tablet. Viva il complotto!

Ciao, Steve

giovedì, 6 ottobre 2011

Grazie di tutto: il Classic, l’LCII, l’iMac, il MacBook Pro, il Mac Pro. A marzo festeggerò i miei primi vent’anni con la Mela. Peccato non poterti invitare alla festa.
Fai un buon viaggio.