Archivio di maggio 2011

Mannaggia, Carlo

lunedì, 30 maggio 2011

Se ne è andato all’improvviso, il mio direttore. Ogni tanto spariva, a volte per mesi, e lasciava la redazione senza un telefonata, senza un messaggio, un post-it. Una nuvola di fumo, anzi neanche quella, e scompariva. A volte, si aveva l’impressione che ancora giocasse al Great Game per conto dei suoi amici russi.
C’era una guerra, una guerra orrenda e infame, nelle terre degli zar e noi avevamo preso l’abitudine di chiamarlo – a sua insaputa, non sia mai – il Ceceno.
Ceceno lui, che figlio più limpido delle sue Marche non poteva essere. Quanto orgoglio gli lessi negli occhi quando, per caso, gli dissi di conoscere la sua Fermo e Capodarco, Porto San Giorgio e persino don Franco e don Vinicio. E i racconti di una giovinezza agiata e di altri tempi fra le dolci colline marchigiane e il mare lì di fronte, quella terra cui appartieni e dalla quale ti senti soffocare, la vita oltrecortina e il Kgb che metteva cimici persino nelle mutande. Discorsi lasciati a metà, sempre, con il gusto di affascinare col detto e non detto. Anche perché, appunto, spariva.

Poi faceva la grazia di telefonare in redazione e raccontava di trovarsi in un ospedale moscovita, tranquilli, sarebbe tornato di lì a poco. Un paio di settimane ancora, che volete che sia. Come ci fosse finito, in un tugurio d’ospedale di Mosca dieci o giù di lì anni fa, un mistero. Un mistero che rimarrà tale, ora che è morto a Roma.

Ciao, Carlo, the spy we loved and feared.

Fra le altre cose, Pisapia vince

lunedì, 30 maggio 2011

Ma ho idea che, se lasceranno parlare ancora Vendola, e in quel modo, alle prossime elezioni vincerà chiunque tranne il centrosinistra.

Per il resto, brutta gatta da pelare in casa pidielle. Ma brutta brutta. Preparate da bere, perché i fuochi artificiali saranno più alti e luminosi di quelli del 4 luglio statunitense. Il barbecue migliore, però, resta il mio.

Unifil, un morto e quattro feriti

venerdì, 27 maggio 2011

Un militare italiano è deceduto e altri quattro sono stati feriti a causa di un ordigno esploso al passaggio del loro automezzo. È accaduto in Libano, vicino Sidone. Ironia della sorte, qualche giorno fa ventisette autocarri Acm80 erano stati donati dal nostro Governo all’esercito nazionale libanese.
Chi scommette con me che Gheddafi ha esultato?

Post scriptum – Ringraziando il Cielo, il morto non c’è stato. In compenso, altri militari italiani sono rimasti feriti in Afghanistan a causa di un attacco suicida. Auguri ai convalescenti, nel rispettho dei tragigi avvenimendi.

È il sistema, bellezza

giovedì, 26 maggio 2011

C’è stato un tempo, in Italia, in cui una intera classe dirigente – capace o incapace, fate voi – fu fatta fuori a colpi di avvisi di garanzia e squallide campagne stampa. Fatta fuori letteralmente: c’è chi si suicidò per la vergogna dell’esposizione mediatica, per quella postmoderna gogna organizzata ad uso e consumo di chi governò nel ventennio successivo. Quello che si chiude in questi tempi. Poche furono le condanne, in buona parte i teoremi non ressero la prova del dibattimento.
Unico dato accertato, perché reso pubblicamente al Paese dal due volte Presdelcons Bettino Craxi: il sistema delle mazzette serviva a finanziare i partiti politici. A pagare gli stipendi di chi stava sul territorio, a far propaganda, a procacciar consensi. Orrendo e censurabile, anzi da censurare, ma in linea col profilo partitocratico della nostra Repubblica.

Oggi, un imprenditore paga direttamente questo o quel politico – inserendo qualche fiche da trentamila euro per una figlia o una moglie – acquistandogli un appartamento, un’automobile, mettendogli a disposizione un autista. Paga direttamente quelli che noialtri cittadini, a torto o ragione, abbiamo sempre dato per benefit scontati degli uomini al potere. In cambio, accede a quel sistema di appalti diretti, senza gara, senza ribasso, senza rivali, organizzato tramite le Spa a partecipazione pubblica.

Posto che non ci si aspetta, non da queste parti, di vedere nuove gogne, nuovi nodi scorsoi agitati in Parlamento, perché i giornali e i politici che furono protagonisti di quell’era sono quelli che dettano la linea a opposizione e maggioranza, saremmo lieti se qualcuno – anche un Oscar Giannino o un Benedetto Della Vedova, un thatcheriano qualsiasi da cui ci divide una discreta fetta di Weltanschauung– dicesse agli italiani che è il sistema ad essere sballato. Che corruttori e corrotti sono prodotti dal meccanismo che mette in mano dei politici le fortune imprenditoriali – economiche, finanziarie – di chicchessia. Che è la politica a dover essere depotenziata. Che proprietà pubblica non può essere sinonimo di discrezionalità e spoil system.

Normale, cosa?

martedì, 24 maggio 2011

In un Paese normale, dicono, il Presdelcons non va in cinque telegiornali nazionali a farsi intervistare senza contraddittorio. A fare comizi.

In un Paese normale, secondo me, chi perde il primo turno delle elezioni non continua a far propaganda sui cammelli che si abbeverano in piazza Duomo, promettendo di annullare le multe per chi si è parcheggiato davanti all’ingresso della chiesa, ma, soprattutto, in un Paese normale chi non sostiene il Presdelcons trova quindici secondi – nel corso della conferenza stampa – o due righe per confutare quello che il Presdelcons dice. Perché lamentarsi che abbia osato occupare le frequenze televisive, dopo che l’ha già fatto, è un pochino ridicolo.

Ricordate il detto del chiudere il recinto dopo che i buoi sono andati in tivvù, sì?

Commenti sul voto

giovedì, 19 maggio 2011

Scusatemi, sono stato terribilmente occupato: sono riuscito a smettere di ridere solamente ora. Ridere non tanto del Silvione nazionale, ché ridere degli anziani non sta affatto bene, quanto del nuovo duce Beppe Grillo che, in piazza Duomo, aveva espresso nel trito comizio-show – con annessa vendita di dvd – previsione e forse auspicio per le elezioni milanesi: «Pisapia è bollito, la Moratti ha già vinto». Se la prenda in quel posto.
Oh, sì, va detto che le liste di Sai Baba Grillo sono andate fortissimo. A Bologna, ad esempio, dove tra la Lega e il Pd del regime emiliano-romagnolo non è che ci fosse tanta scelta. Un po’ come a Napoli, dove De Magistris comprensibilmente va al ballottaggio al posto del candidato del piddì.

Ma andiamo per ordine e per luoghi.

(continua…)

Ciao, Francia

lunedì, 16 maggio 2011

Sarkozy messo male, i Le Pen in ascesa e Strauss-Kahn – sola speranza di una candidatura forte ed europeista per la presidenza di Francia – accusato un’altra volta di stupro. Mah.

Appello per il voto amministrativo

sabato, 14 maggio 2011

Mi piacerebbe se i risultati evidenziassero – o almeno lasciassero – la possibilità dello scardinamento del truffaldino sistema veltrusconiano. Ovvero, nelle condizioni date, se il terzo polo o comediavolosichiama, avesse una decente affermazione. Se si rendesse – nelle proiezioni nazionali del voto amministrativo – indispensabile a governare.
Sarebbe un buon passo in avanti per recuperare la centralità del Parlamento e un ottimo viatico per la messa in discussione di una nuova legge elettorale.

Queste, però, son le seghe teoriche. In realtà, anche se Udc e Fli prendessero lo 0,1%, la mia esistenza cambierebbe molto poco. Anzi, nulla, tanto quanto quella di tutti voi. Tanto più che non sono chiamato a votare.

Però, miei carissimi e apprezzati lettori, un piccolo appello vorrei farlo. Votate per chi presumete non vi farà vergognare della vostra scelta. Un candidato, o una candidata, sindaco di cui avete almeno un po’ di stima, di fiducia. Un consigliere, o una consigliera, che risponderà alle vostre lettere, alle vostre email, ai vostri suggerimenti e rimproveri.
Ecco, sì, soprattutto adoperate il voto di preferenza: è vostro e nostro assoluto e inalienabile diritto indicare la singola persona che vogliamo ci rappresenti. Siamo già stati scippati d’ogni forma di scelta di deputati e senatori: non permettiamo a lorsignori, non esprimendo preferenze, di giustificare l’ennesimo arbitrio.

Ci ritroviamo qui per discutere dei risultati. Divertitevi.

Goal

lunedì, 9 maggio 2011

«I musulmani di Milano non devono votare i candidati della lista di Sinistra ecologia e libertà perché il suo leader Nichi Vendola, in quanto omosessuale, ha una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica». Così l’imam milanese Ali Abu Shwaima, che porta il punteggio di Islam-Lega sull’uno a uno.

E terremoto fu

mercoledì, 4 maggio 2011

Conservatori con la maggioranza assoluta, liberali per la prima volta terzi nel consenso popolare, trionfo dei socialdemocratici specie in Quebec, dove scompare de facto il Bloc quebecois. Un seggio agli ambientalisti.
Il gioco del first past the post, l’uninominale maggioritario, premia i conservatori meno britannici della storia del Canada, avvicinando ancora di più il Paese nordamericano agli Usa. I liberali terminano la loro corsa verso il basso sbattendo contro il bastone di Jack Layton, leader del socialdemocratico Ndp e della nuova Leale opposizione di Sua Maestà cui va il merito di aver unito – almeno elettoralmente – la provincia francofona al resto del Paese, facendo dimenticare per una notte la differenza culturale e i propositi indipendentisti.
Cambierà molto sul piano interno, meno su quello internazionale.