Archivio di dicembre 2010

Ancora sui cablogrammi?

lunedì, 6 dicembre 2010

Largamente noiosi, i dispacci diplomatici che seguitano ad essere pubblicati. Assai più interessante la lettura di alcuni articoli che vi segnalo. Buon divertimento.

A world with no one in charge, di Robert D. Kaplan, The Washington Post
Covert war against Iran’s nuclear aims takes chilling turn, di Julian Borger e Saeed Kamali Dehghan, The Observer
How to fight and win the Cyberwar, di Mortimer Zuckerman, The Wall Street Journal

Wikisbadiglio (4)

venerdì, 3 dicembre 2010

Se Letta smentisce di aver detto all’ex ambasciatore statunitense che Berlusconi è stanco e debilitato dai festini – quando chiunque può vedere il settantaquattrenne PresDelCons dormire durante le iniziative pubbliche e le rarissime presenze in Parlamento – è l’ex direttore del Tempo che mente o il diplomatico che dice cazzate per mettere in difficoltà la Rodham Clinton?
Io scommetterei che, essendo stato compagno di stanza di George W. Bush alla Harvard Business School, Ronald Spogli faccia parte del complotto contro Obama. Quella vasta cospirazione che vede uniti presunti stupratori australiani e cristiani born again, fanatici dell’orizzontalità della Rete e guerrafondaie lobby economiche statunitensi. No, davvero. Tutti i documenti sono falsi, preparati all’occasione per mettere in difficoltà l’amministrazione dei somari democratici.
Qualcuno ne scriva un romanzo. Tanto, più è improbabile la tesi e più è credibile.

Wikisbadiglio (3)

mercoledì, 1 dicembre 2010

Ed ora sappiamo che l’ultimo intervento militare israeliano in Libano è stato fatto col beneplacito di Egitto e Autorità nazionale palestinese. Chissà che ne pensa Abu Ala, o Ahmed Qurei, a capo della delegazione palestinese per le trattative di pace in epoca obamiana. Giusto l’altro giorno, il nostro dichiarava che le pretese israeliane su Gerusalemme sono infondate e che il Tempio non è mai esistito. Che al “muro del pianto” il Profeta legò il suo cavallo prima d’ascendere in cielo.
Curioso che, invece, negli anni immediatamente precedenti la scelta dell’Onu di dar vita agli stati di Israele e Palestina nel mandato britannico, contro la quale gli stati arabi mossero guerra, il Gran consiglio islamico della città riconoscesse nei suoi documenti la paternità ebraica del muro occidentale.