Archivio di febbraio 2009

Coin. Via il giubbotto a chiazze.

giovedì, 26 febbraio 2009

Per chi non avesse avuto modo di notarlo, è stata pubblicata la US Government Counterinsurgency Guide. Non si tratta di un manuale operativo o tattico. Al contrario, è intesa come strumento formativo di base per policymaker sui temi di intervento internazionale e umanitario. Si tratta di una buona lettura per interpretare la futura politica estera statunitense e gli interventi – non ultimo il grande caos pakistano – che Washington andrà sviluppando nel prossimo futuro. Potete scaricare gratuitamente il volume di sessanta pagine qui.

Righe per una sceneggiatura.

lunedì, 23 febbraio 2009

Metti la peggior crisi economica degli ultimi ottant'anni. Possiamo definirla la «Nuova Depressione» o, per comodità, ND. Poi, prendi un Paese. Una nazione grande e grossa, chessò, gli Stati Uniti. Sì, cosa vuoi che sappia di regia, immagino – ma mi chiamo fuori da questa scelta, perché fondamentalmente banale – una carrellata su luoghi tipici, simbolici. Lady Liberty o il Campidoglio, il mausoleo di Lincoln, fate vobis. Poi avrai bisogno di introdurre i personaggi. C'è sempre bisogno, e al più presto, di familiarizzare con delle facce. Ci riconosciamo nei nostri simili e proviamo immediatamente – che sia attrazione o repulsione – un senso di affezione, di intimità.
Mi raccomando, butta dentro un po' di richiami alla cronaca. Ad esempio, potresti sfruttare gli omicidi operati dalle bande di killer messicani che, attraversato il confine, viaggiano con i Greyhound per nascondersi agli occhi dell'Fbi. Lascia intendere, come nella realtà, che questi uomini posseggono un background militare, altrimenti non si capirebbe come siano così addestrati alla counter surveillance. Non approfondire troppo, però, perché il succo della storia è un altro e questi sono solo epifenomeni. Aggiungine altri, pareggia il conto. Potresti, per ipotesi, infilarci dentro qualche minuto su una élite corrotta che di fronte alla ND – memorizza gli acronimi, faciliteranno il tuo ragionare su diverse ipotesi senza soffermarsi sul significato semantico delle parole – si spartisce comunque dividendi e premi di produzione milionari. Aggancia questo ceto ai politici che spendono denaro pubblico per sostenere le stesse imprese responsabili di questa crisi finanziaria che sta trascinando il Paese e il mondo nel caos. Poi, gente comune: il cittadino medio, la signora con le buste della spesa, i ragazzi. Qualche minoranza etnica ma rispettando le percentuali della popolazione. Non ci serve un ghetto, una Chinatown. Benissimo.
In sostanza, stai per narrare come una serie di fenomeni, più o meno grandi, più o meno invasivi della vita dei singoli, riescano a creare una percezione della realtà condivisa: un punto di vista non più individuale e spersonalizzante ma collettivo e iperrealistico. Ci sei?
Bene, possiamo quindi aggiungere della perdita continua e precipitosa di consenso per lo Stato, il governo federale, le agenzie più o meno segrete del law enforcement. Possiamo citare la Chicago degli Anni Venti o qualche episodio di Batman: bande indisturbate di piccoli criminali, mafiosi o meno, che distruggono vetrine per terrorizzare, che sparano sui ristoranti che non pagano la 'protezione' o che altro.
La gente un po' si stufa e un po' è cogliona: si raggruppa dietro lo sceriffo, un antieroe molto eroico, oppure è vittima del carisma di un tale che buono non è affatto. Che anzi ama il potere e con la protezione di questa o quell'area geografica – una cittadina di poche migliaia di abitanti è il miglior scenario – giustifica il suo rango di sovrano. Narra dunque la storia di questa «zona temporaneamente autonoma» – o TAZ.
In un caso, quello dello sceriffo, vincono i buoni. Nell'altro, i buoni si riscoprono tali solo dopo l'apparizione di un forestiero. Un ex militare o comunque un civil servant. Dici che un'anarchia di questo tipo non potrebbe funzionare, non sarebbe reale in un Paese come gli Usa? Non sottovalutare il fascino che scenari in cui la quieta cittadina Anni Cinquanta diventa un lager possono avere su un pubblico di suburbani. Le loro case a schiera sono identiche a quelle della pellicola, i vicini hanno le stesse facce, le stesse auto. Né l'impossibilità – ma sarà poi così vero? – che scenari del genere possano accadere in America esclude che possano verificarsi in Europa. Nazioni più piccole, alcune con istituzioni deboli. Che ne so, per dirne una, pensa all'Italia.

Avtocelebratija.

venerdì, 20 febbraio 2009

Scrivo dal Blackberry, steso sul letto, dopo la lettura dei giornali di oggi. Domani, come per i quotidiani di stamane, non avrò tempo.
Fnord! compie due anni, a cavallo fra l'Acquario ed i Pesci. Chi mi conosce sa quanto abbia avuto ed abbia tuttora bisogno di questo spazio. Per confermare la mia identità dinanzi il mondo e mantenere in ruoli consolidati il rapporto con i miei affetti. Un giorno o l'altro imparerò ad essere un amico normale con relazioni normali. Grazie quindi a voi, amici da e di una vita, che sapete sopportare la mia allergia al contatto diretto e che vi sobbarcate il clic fin qui. Chi mi conosce sa anche quanto somigli a un D'Alema che fa le fusa – brivido lungo la spina dorsale – quando mi si chiede del mio blog. Sì, ne sono soddisfatto.
Fnord! compie due anni essendo stato 'toccato' da oltre duecentomila singoli indirizzi Ip, per un totale di hit che supera i seicentocinquantamila. La media visitatori è di duecentottanta al giorno per una visione complessiva di circa quattrocento pagine. Per un blog noioso com'è stato inteso, non è male.
Molto di questo successo lo devo ai suoi referenti: a chi lo linka. Credo di avere il dovere di ringraziare Sciltian ed il suo Anelli di fumo, e i cari Simona e Aldo. Molti visitatori arrivano o sono arrivati qui provenendo dai loro blog, come da Tocqueville o Nonsolozapatero. Altri, in una quantità che trovo imbarazzante, cercano su Google il mio nome: digitano Sergio Carravetta ed eccoli qui a leggere.
So tutte queste cose perché quel gran genio di Fucine, il provider che fa vivere questo nonluogo, e che risponde al nome di Enrico, mi ha dotato di un contatore spaziale che analizza e racconta chiunque sorvoli lo spazio aereo interno, da dove arriva e a bordo di che cosa. Grazie anche a te, carissimo.
In questi due anni, a differenza delle altre mie esperienze journalistiche, non mi sono mai annoiato, né ho avuto la tentazione di chiudere. Strana sensazione, questa.
Mi sono divertito a tal punto da programmare il raddoppio: il mio carissimo Fabio inizierà a giorni la programmazione necessaria per lanciare casabaggins.it, blog che sarà dedicato alla vita rurale nell'era post-postmoderna. Poi, con calma, provvederemo a ridisegnare e spostare di piattaforma Fnord! stesso. Pivot, la sua anima di codice, dà segni di cedimento ed è già stato vittima di un paio di attacchi. Fortunatamente, un po' di previdenza nei salvataggi del database degli articoli ha prevenuto il peggio.

Per concludere: non sono a caccia di auguri e congratulazioni. Non c'è merito nel far cose che appagano chi le compie. L'intenzione è ringraziare quanti leggono le mie riflessioni e sorbiscono bontà loro le mie letture, dal Times di Londra a quello indiano; ringraziare vieppiù quanti prendono il tempo ai loro affari per lasciare la loro opinione e con me discutere argomenti che, dal mio punto di vista, interessano poche e sempre meno persone.
Grazie, quindi, ad ognuna ed ognuno di voi per lo sforzo di rendere meno autistico il più autoreferenziale degli hobby.
Ci leggiamo domani. E il giorno dopo ancora.

Il governo del Presidente.

giovedì, 19 febbraio 2009

Sono quindi partite, dopo qualche giorno di riflessione da parte di Peres, le consultazioni per la formazione del nuovo governo israeliano. M'è sempre interessato poco il lato aritmetico della politica: la costituzione di maggioranze parlamentari e le analisi sui flussi di voto, le previsioni e la dietrologia sulle dinamiche delle trattative.
Colgo un solo dato: Israele sembra non avere una strategia complessiva di confronto e scontro con i suoi nemici, locali e più distanti. La dismissione delle colonie in Cisgiordania, grazie ad un governo gestito da Olmert e Barak, non è proseguita e nessun seguito è stato dato a ciò che sembrava – per amore del sunnismo – una buona proposta di sostegno da parte dei sauditi. L'embargo a Gaza, poi, unito allo scarso potere politico e militare dell'Anp ha registrato risultati prossimi allo zero in termini di isolamento del gruppo islamista e di sicurezza per le città del mezzogiorno israeliano.
Il voto ha premiato sì Benyamin Netaniahu, e confermato che Tzipi Livni rappresenta la speranza di buona parte dell'opinione pubblica locale, ma sopra ogni cosa ha prodotto in Yisrael Beitenu un mostro canceroso che contribuirà a spezzare ancora di più la società di Israele. Qualora i russi salissero al potere e riuscissero ad ottenere le politiche discriminatorie che invocano, oggi inesistenti, nei confronti degli arabi israeliani, non ci vorrebbe poi molto – forse qualche mese – a vedere un ragazzino farsi saltare in aria a Gerusalemme o a Tel Aviv.
Lungi dall'amare toni apocalittici, o anche solo perentori, credo che in poco tempo avremo tutti i segni a disposizione per capire cosa Israele diventerà nel prossimo futuro. Cosa ne sarà della sua identità di Judenstaat, della sua peculiare forma di democrazia, della sua storia di accoglienza.

Proseguono gli interventi a Gaza mentre scrivo. Del caporale Shalit non credo nessuno si aspetti di ricevere che le spoglie mortali, e comunque distruggere i tunnel non è più che un gioco di forza con Hamas: a chi scava più veloce del razzo che distruggerà il cunicolo.
Assordante il silenzio dei pacifinti, probi difensori dei diritti umani, sul rapporto di Amnesty International: violenze inaudite a Gaza da parte di Hamas, i cui miliziani prelevano nel sonno i militanti di Fatah per torturarli e in seguito ucciderli in esecuzioni pubbliche. Silenzio anche dei media occidentali massicciamente presenti nella Striscia. Dei rapporti stretti, da almeno un decennio, fra la sinistra italiana che andava in pellegrinaggio dallo shayk Yassin, lo sceicco a rotelle, si sa. Come si sa dei pellegrinaggi da Nasrallah in Libano e in Siria dagli ultimi nazionalsocialisti al potere. Quel che viene da chiedersi è se non ci sia il denaro iraniano dietro questi viaggi di piacere e dietro il tradimento nei confronti di chi, Fatah, è sempre stato compagno di tante, perlopiù sbagliate battaglie.

More than this, you know, there's nothing.

mercoledì, 18 febbraio 2009

Volevo scrivere due righe stronze, come al solito, per parlar male di un governo autoritario e di uno Stato sempre più invasivo. Di fondo, volevo trattare dell'esame antinarcotici che vorrebbero fare obbligatoriamente ai ragazzini che richiedono il patentino per il ciclomotore. Stravolgendo quindi completamente lo stato di diritto, per il quale si indaga dopo un reato. Si sa, da Tangentopoli in poi, si è scambiata la giustizia con la «salute pubblica» in stile romeno: prevenire è meglio che curare e altre scempiaggini.
Invece no. Invece leggo dell'uomo, prominente figura pubblica nella comunità musulmana di Buffalo, NY, che non sapendo reagire alla richiesta di divorzio della moglie, la decapita nella sede della tv di famiglia: fondata dopo il 9/11 per combattere i pregiudizi contro i fedeli islamici. Creepy. Noi* ci limitiamo a stuprarle.

* «noi» in senso lato, nell'accezione «nulla di ciò che è umano mi è estraneo». Ma anche no. Ho la nausea.

Grossa crisi.

martedì, 17 febbraio 2009

Davvero grossa se Berlusconi comincia a preoccuparsi e praticamente ogni giornale del Continente comincia a chiedersi se l'Unione europea sopravviverà nella forma che conosciamo. A rischio di collasso e susseguente espulsione dal sistema monetario ci sarebbero la Gran Bretagna, che non fa parte della zona Euro, la Spagna ed il Portogallo, la Grecia, l'Austria e la Germania, la nostra benemata Italia.
Avete idea, sì, di chi abbia fondi ora, adesso, in contanti, per un nuovo Piano Marshall?

Pensierino per il fine settimana.

venerdì, 13 febbraio 2009

Considerato che il sottoscritto passerà il weekend lavorando su due consegne urgenti e preparando fatture e documenti per la chiusura del bilancio 2008, e nonostante questo ha da poco aperto una seconda srl, vorrei augurare ai lettori un riposante weekend all'insegna della crescita della pressione fiscale, che in Italia ha raggiunto il rutilante percentile di quarantatrè virgola tre. Enjoy il cosiddetto partito liberale di massa.

A chiunque possa interessare.

mercoledì, 11 febbraio 2009

Come scrivevo in un commento da Sciltian, oggi ho avuto modo di parlare con uno dei protagonisti del declino della sinistra italiana. Pare che ci sia un accordo già siglato – mancano cose come simbolo, nome e composizione delle liste – fra il Prc ed il Pdci. Detto accordo non sarebbe ancora stato reso pubblico giacché in Talebanizzazione Comunista vi sarebbero molte resistenze alla riunificazione con i Khomeinisti Italiani.
Bertinotti, Vendola e compagnia cantante, invece, starebbero ancora trattando con Mussi, Nencini e Cento per una lista che va dall'ex presidente della Camera a Mauro Del Bue.

Chi legge queste pagine sa quanto ami la Grecia. Passi avere un partito cosiddetto democratico che ha lo stesso orribile color verde-schifo del Pasok. E lo stesso grado di corruzione. Anche a sinistra dovevano copiare, creando un Kke ed un Synaspismos? Dico io, non era meglio importare souvlaki e taramà?

Driving in your car.

venerdì, 6 febbraio 2009

Avevo l'intenzione di scrivere la terza puntata di The Obamas ma c'è ancora dibattito sull'entità dello stimulus bill che l'amministrazione democratica vorrebbe approvare. Nel frattempo, dice corriere.it, pare che il Governo italiano abbia deciso di finanziare con 1500 euro la rottamazione delle auto più vecchie. Mi permetto di fare una ragionamento più largo – e vago – e reiterare un pensierino espresso in precedenza: questi aiuti alle industrie non servono a nulla se non a continuare a pagare gli stipendi ed i salari di manager e dipendenti. È legittimo? Sì. È utile? Ho alcuni dubbi.
Prendo ad esempio gli aiuti alle tre grandi sorelle statunitensi delle auto. Riceveranno una montagna di dollari per continare a produrre. Bene. Non li riceveranno le case straniere che sul suolo americano producono e fanno loro concorrenza. Male. Aziende straniere, europee e giapponesi, che – tu guarda – non sono in crisi. Perché? Producono auto migliori. Che durano di più e consumano meno. Eh ma sant'Obama obbligherà le tre sorelle a produrre auto che consumano solo un litro per quindici chilometri. Non esattamente: le impegnerà a sviluppare motori che, punto. Motori che da decenni esistono sui mercati europei e giapponesi così come quelli statunitensi. Mica ricerca tecnologica, fanciulli.
Eh, ma sant'Obama così salva i posti di lavoro. No, davvero credete a questa favola? Si stanno creando le condizioni perché aziende improduttive e quindi pericolose per i loro dipendenti lo siano sempre di più. Aiuti a queste imprese non le fanno entrare sulla retta via, quella di battere la concorrenza, crescere, assumere, aumentare gli stipendi e i salari, et coetera. Il contrario. «Avete sbagliato? Poverini, penso io a ripagare i vostri errori. Col denaro dei contribuenti fra cui, ironia della sorte, anche quelli dei vostri lavoratori». Cessati i finanziamenti, conti per aria e lunga lista di licenziamenti. Ripetendo peraltro l'iter della crisi del '29 che partì, non a caso, da manovre protezionistiche contro i prodotti stranieri e tacendo sui danni alle economie dei Paesi in via di sviluppo – i poveri… – che avranno ancora meno chance di vendere sui nostri mercati.

Fate pure. Così, anche chi non avrà comprato un'auto General Motors, Ford, Chrysler – o Fiat se per questo – ne pagherà una. La prossima volta, lo consiglio nuovamente, compratela. Almeno avrete il diritto di guidarla.

Parenti serpenti.

martedì, 3 febbraio 2009

Dall'Hindu, i documenti che il governo indiano ha fornito al Pakistan sugli attacchi terroristici a Bombay. Enjoy.